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Come verificare la qualità del pellet

Puntuale, con i primi freddi, ci aspetta riaccendere stufe, caminetti e quant’altro. Se i modi più diffusi per riscaldare i nostri ambienti di casa sono pressocché invariati negli anni, si è evoluto la ricerca sul combustibile più efficiente ed economico da utilizzare. Il riscaldamento è un costo molto rilevante sul conto domestico, per questo nel momento in cui prendiamo casa, dobbiamo valutare bene quali strumenti che abbiamo a disposizione per risparmiare il più possibile. Negli ultimi tempi, come alternativa al metano e alla legna, si è posto il pellet che ha avuto subito una rapida ascesa considerato il costo contenuto e la resa termica in media con i combustibili più utilizzati. Praticamente è uno scarto della lavorazione del legno, sottoposto a successiva lavorazione tra cui la pressatura che lo rende compatto, dandogli la caratteristica forma. In commercio è facile trovarlo nei negozi del FAI DA TE, in ferramenta, vivai e nelle grandi catene di supermercati. È bene sapere però, che il materiale usato e le caratteristiche, non sono sempre le stesse, quindi dobbiamo imparare a verificare la qualità del pellet prima di acquistarlo. Ora vi descrivo come fare, seguitemi.

Prima di tutto, analizziamo le caratteristiche di questo combustibile. Abbiamo detto che è facilmente reperibile, pratico da trasportare, non sporca, produce poca cenere di scarto ed è ecologico perché deriva dal riciclo della lavorazione di un materiale naturale. Il fatto che sia biocompatibile non è scontato ma connesso alla totale assenza di inquinanti come ad esempio le vernici ed altri prodotti per il trattamento del legno. Questo è un parametro fondamentale per stabilirne la qualità.

Generalmente, il pellet migliore è quello che si ottiene dal legno vergine del faggio e dell’abete ed ha un colore chiaro. Al momento dell’acquisto, dobbiamo prestare attenzione alla confezione e assicurarci che riporti le caratteristiche del produttore e del materiale (resa calorica, il residuo delle ceneri, l’umidità e il luogo di provenienza).

I produttori più seri, riportano anche le normative di riferimento, tra cui la Din Plus o la O-Norm M7135, a garanzia della qualità del materiale e della corretta procedura di lavorazione.  Dopo aver “conosciuto” il prodotto e la sua provenienza, possiamo adottare ancora qualche accorgimento.